Entrare in un negozio di running quando si pesa più di 90 chili significa spesso sentirsi ripetere sempre la stessa frase: “Le serve una scarpa con tanta ammortizzazione.”
È un consiglio dato quasi automaticamente. Eppure, dopo qualche settimana, non è raro che il runner continui ad avvertire ginocchia affaticate, piedi stanchi o una sensazione di instabilità soprattutto nelle uscite più lunghe.
Il motivo è semplice: l’ammortizzazione è importante, ma da sola non basta.
Per molti runner sopra i 90 kg esiste un altro criterio che influisce ancora di più sul comfort e sulla qualità della corsa.
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Cosa conta davvero quando si superano i 90 kg?
Molti elementi lavorano insieme.
Caratteristica della scarpa Importanza per runner >90 kg Ammortizzazione ★★★★☆ Stabilità ★★★★★ Larghezza della piattaforma ★★★★★ Rigidità della struttura ★★★★☆ Geometria della suola ★★★★★
La sorpresa è evidente.
L’ammortizzazione è soltanto uno dei fattori che rendono una scarpa adatta a un runner più pesante.
Perché l’ammortizzazione da sola può ingannare
È facile lasciarsi convincere da una scarpa molto morbida.
Corsa Molti infortuni estivi iniziano da un dettaglio che i runner continuano a sottovalutare
Appena la si indossa sembra comodissima.
Durante i primi passi restituisce una sensazione piacevole.
Ma una schiuma estremamente soffice non garantisce automaticamente una corsa migliore.
Quando il peso corporeo aumenta, il materiale tende a comprimersi maggiormente a ogni appoggio.
Se la scarpa è troppo morbida e poco stabile, il piede può muoversi più del necessario.
Dopo molti chilometri questo continuo lavoro di compensazione può aumentare la fatica di piedi, caviglie e ginocchia.
La stabilità è spesso il vero fattore decisivo
Pensiamo a una sedia.
Un cuscino molto morbido è confortevole, ma se la base è instabile diventa difficile rimanere seduti in equilibrio.
Con una scarpa da running succede qualcosa di simile.
Una piattaforma ampia offre una base d’appoggio più stabile.
Questo permette al corpo di disperdere meglio le forze generate durante ogni passo.
Corsa Questo errore con le scarpe può rallentare i progressi più di diversi allenamenti saltati
Il risultato è una corsa che richiede meno continui aggiustamenti muscolari.
Ed è proprio questa sensazione di stabilità che molti runner descrivono come “gambe meno stanche” dopo un’uscita lunga.
Anche la larghezza fa la differenza
Molti corridori osservano soltanto lo spessore dell’intersuola.
In realtà è utile guardare anche la larghezza della base.
Una piattaforma più ampia offre generalmente:
- maggiore sicurezza nelle curve;
- migliore equilibrio sulle superfici irregolari;
- minore oscillazione del piede;
- distribuzione più uniforme dei carichi.
Per chi pesa oltre 90 kg questi dettagli diventano particolarmente importanti dopo un’ora di corsa, quando la fatica tende ad alterare la tecnica.
La rigidità non è necessariamente un difetto
La parola “rigida” viene spesso associata a una scarpa scomoda.
Non è sempre così.
Una struttura leggermente più rigida può limitare movimenti eccessivi del piede e migliorare la sensazione di stabilità.
Naturalmente tutto deve rimanere equilibrato.
Una scarpa troppo rigida potrebbe risultare poco piacevole.
Corsa Molti runner su strada scoprono progressi inattesi quando iniziano a correre sui sentieri
Una troppo morbida potrebbe invece disperdere energia a ogni appoggio.
Il miglior compromesso è quello che permette al piede di lavorare in modo naturale senza dover continuamente correggere la posizione.
Anche la geometria influenza la corsa
Negli ultimi anni molte scarpe hanno adottato geometrie più evolute.
Non è soltanto una questione estetica.
La forma della suola può facilitare la transizione dal tallone all’avampiede, rendendo il passo più fluido.
Per un runner più pesante questo significa spesso ridurre leggermente il lavoro muscolare necessario a ogni falcata.
Dopo decine di migliaia di passi, anche un piccolo miglioramento nell’efficienza può tradursi in una sensazione di minore affaticamento.
Il comfort si valuta dopo molti chilometri
Uno degli errori più comuni consiste nel giudicare una scarpa dopo cinque minuti di prova.
Le vere differenze emergono spesso dopo quaranta o cinquanta minuti di corsa.
È in quel momento che il corpo inizia a chiedere stabilità, sostegno e continuità nell’appoggio.
Una scarpa inizialmente molto soffice può diventare meno convincente rispetto a un modello leggermente più stabile ma meglio equilibrato.
Corsa Quanti chilometri bisogna correre davvero per preparare una prima mezza maratona?
Anche l’allenamento conta
Naturalmente nessuna scarpa può sostituire una preparazione ben costruita.
Per chi pesa oltre 90 kg diventa ancora più importante aumentare il chilometraggio con gradualità e alternare sedute impegnative a uscite molto tranquille.
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Una buona base aerobica permette infatti di correre con una tecnica più rilassata e meno dispersiva.
La forza protegge anche durante la corsa
Un altro elemento spesso sottovalutato riguarda il lavoro di forza.
Muscoli più stabili aiutano il corpo a controllare meglio ogni appoggio, riducendo il carico sulle articolazioni.
Bastano pochi minuti di esercizi specifici due o tre volte alla settimana per percepire una maggiore sicurezza durante la corsa.
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Non esiste la scarpa perfetta, ma esiste quella più adatta a te
Ogni runner è diverso.
Cambia il peso.
Cambia la tecnica.
Cambia la mobilità.
Cambia il terreno su cui ci si allena.
Per questo motivo la scelta non dovrebbe mai fermarsi alla quantità di schiuma presente sotto il piede.
Per chi supera i 90 kg conviene osservare l’insieme: stabilità, larghezza della piattaforma, rigidità equilibrata e geometria della scarpa lavorano insieme molto più dell’ammortizzazione da sola.
Ed è spesso proprio questa combinazione a fare la differenza tra una corsa che lascia le gambe pesanti e una che permette di terminare l’allenamento con ancora la voglia di ripartire il giorno successivo.
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