C’è una scena che si ripete ogni estate sui sentieri italiani.
All’inizio della salita qualcuno parte forte. Il passo è brillante, la falcata energica, il ritmo sembra quello giusto per fare la differenza. Dopo qualche chilometro, però, la situazione cambia. Il respiro si fa pesante, le gambe iniziano a perdere elasticità e chi era partito con prudenza comincia lentamente a recuperare terreno.
Alla fine della giornata capita spesso che il runner più veloce su strada non sia quello che ottiene il miglior risultato sul trail.
Per molti appassionati è una scoperta sorprendente.
Nel trail running, infatti, la qualità che più spesso determina la prestazione non è la velocità pura.
È la capacità di gestire lo sforzo.
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Velocità e trail: una relazione meno diretta di quanto sembri
Su una gara di 10 km su strada il ritmo medio rappresenta spesso il principale indicatore di prestazione.
Nel trail il discorso cambia radicalmente.
Salite, discese, terreno tecnico, caldo, altitudine e durata dello sforzo rendono molto meno importante la semplice velocità di corsa.
Per avere un’idea concreta, osserviamo il confronto seguente.
Profilo 10 km su strada Gestione dello sforzo Prestazione trail Runner veloce ma impulsivo 42 min Bassa Variabile Runner regolare 46 min Buona Molto buona Runner esperto di trail 48 min Ottima Spesso superiore Specialista trail 50 min Eccellente Molto elevata
Questo spiega perché molti trailer apparentemente “meno veloci” riescano a ottenere risultati sorprendenti sulle lunghe distanze e sui percorsi tecnici.
Saper rallentare al momento giusto è una qualità
Uno degli errori più frequenti riguarda la partenza.
Le gambe sono fresche.
L’entusiasmo è alto.
Il gruppo davanti sembra allontanarsi.
La tentazione di seguirlo è forte.
Eppure i trailer più esperti sanno che il primo terzo della gara raramente decide il risultato finale.
Molto più spesso determina ciò che accadrà nelle ore successive.
Gestire lo sforzo significa accettare di andare più piano quando serve.
Può sembrare controintuitivo, ma spesso è il modo migliore per arrivare più velocemente al traguardo.
L’economia di corsa conta più di quanto si immagini
Un altro concetto poco considerato è quello dell’economia di corsa.
Non si tratta soltanto di essere allenati.
Si tratta di utilizzare meno energia per ottenere lo stesso risultato.
Sul trail questo aspetto diventa fondamentale.
Ogni movimento inutile ha un costo.
Ogni frenata eccessiva in discesa consuma energie.
Ogni accelerazione impulsiva aumenta la fatica accumulata.
I runner più efficaci non sembrano necessariamente i più spettacolari.
Spesso appaiono semplicemente fluidi.
Corrono in modo rilassato.
Mantengono un ritmo sostenibile.
E continuano a farlo anche quando gli altri iniziano a perdere brillantezza.
Le salite insegnano una lezione importante
Molti runner associano ancora la camminata in salita a una sorta di sconfitta.
Nel trail è esattamente il contrario.
Le gare di montagna hanno insegnato a migliaia di atleti che camminare in alcuni tratti può essere una strategia estremamente efficace.
I migliori non cercano di correre ovunque.
Scelgono attentamente dove spendere energia.
In alcune salite molto ripide una camminata potente può risultare più efficiente di una corsa lenta e dispendiosa.
Questa capacità di prendere decisioni intelligenti rappresenta una delle differenze più evidenti tra i principianti e i trailer esperti.
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Anche la tecnica vale più della velocità
Durante l’estate molti runner scoprono sentieri nuovi, percorsi alpini o collinari e gare organizzate durante le vacanze.
In queste situazioni la tecnica diventa fondamentale.
Una buona gestione delle discese può far risparmiare moltissime energie.
Al contrario, una tecnica inefficiente porta spesso a:
- affaticamento precoce dei quadricipiti;
- maggiore rischio di inciampi;
- perdita di sicurezza;
- recupero più lento nei giorni successivi.
La velocità pura serve a poco se ogni discesa costringe a frenare continuamente.
Il trailer efficace sa adattare il proprio corpo al terreno.
Il caldo estivo rende tutto ancora più evidente
Luglio è un periodo particolarmente interessante per osservare questo fenomeno.
Con temperature elevate, umidità e forte esposizione al sole, la gestione dello sforzo diventa ancora più importante.
Molti runner provano a mantenere gli stessi ritmi utilizzati in primavera.
Spesso scoprono rapidamente che il corpo non è disposto a collaborare.
Chi sa ascoltare le sensazioni riesce invece ad adattarsi.
Riduce leggermente l’intensità.
Controlla meglio l’idratazione.
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Mantiene una maggiore lucidità.
Alla fine della corsa si ritrova quasi sempre con più energie residue.
L’obiettivo non è andare forte per un’ora
Una delle differenze più affascinanti tra strada e trail riguarda proprio la prospettiva.
Su molte gare su strada si cerca di sostenere il massimo ritmo possibile.
Nel trail, soprattutto sulle distanze più lunghe, la domanda cambia.
Non è più:
“Quanto posso spingere adesso?”
Ma:
“Quanto posso permettermi di spendere adesso per essere ancora efficace tra due ore?”
Questa mentalità trasforma completamente l’approccio alla gara e all’allenamento.
La vera qualità che distingue i trailer migliori
Se si osservano i runner più efficaci sui sentieri, emerge quasi sempre una caratteristica comune.
Non sono necessariamente quelli con la migliore velocità di base.
Non sono sempre quelli con la VO₂max più alta.
Molto spesso sono quelli che riescono a rimanere efficienti più a lungo.
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Sanno distribuire le energie.
Sanno adattarsi al terreno.
Sanno accettare momenti più lenti senza farsi prendere dall’ansia.
E soprattutto riescono a mantenere lucidità quando la fatica aumenta.
È questa combinazione di controllo, esperienza e gestione che permette spesso di fare la differenza.
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Molti runner passano anni cercando di diventare più veloci.
Il trail insegna qualcosa di diverso.
La vera prestazione nasce spesso dalla capacità di utilizzare al meglio ciò che si ha, passo dopo passo, salita dopo salita, fino al traguardo.








