Ti senti più lento ultimamente? Perché molti runner credono di peggiorare proprio quando stanno migliorando

È una sensazione che molti runner conoscono bene.

Una sera di fine giugno. Esci per il tuo allenamento abituale. Le temperature sono più alte rispetto alla primavera, l’umidità si fa sentire e le gambe sembrano meno brillanti del solito.

Guardi il GPS.

Il ritmo è leggermente più lento.

La frequenza cardiaca un po’ più alta.

Le sensazioni meno fluide.

E immediatamente arriva un pensiero.

“Sto peggiorando.”

Eppure, sorprendentemente, molto spesso non è affatto così.

Anzi.

Molti runner attraversano periodi nei quali hanno l’impressione di regredire mentre il loro corpo sta in realtà costruendo i progressi che vedranno qualche settimana più tardi.

È uno dei paradossi più affascinanti della corsa.

Quando le sensazioni non raccontano tutta la verità

Molti corridori valutano i propri progressi quasi esclusivamente attraverso ciò che sentono durante gli allenamenti.

È comprensibile.

Le sensazioni sono immediate.

Il cronometro è immediato.

La fatica è immediata.

I miglioramenti fisiologici, invece, spesso no.

Il corpo non evolve in modo lineare.

Non migliora ogni giorno.

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Non migliora ogni settimana.

A volte accumula lavoro per settimane prima di mostrare risultati evidenti.

I segnali che spesso vengono interpretati male

Ecco alcune situazioni molto comuni.

SensazioneInterpretazione frequenteRealtà possibile
Gambe pesantiSto peggiorandoFatica di allenamento normale
Ritmi leggermente più lentiHo perso condizioneCaldo o accumulo di carico
Frequenza cardiaca più altaSono fuori formaStress o temperature elevate
Allenamenti più duriSto regredendoCorpo in fase di adattamento

Molti runner si preoccupano proprio nei momenti in cui stanno costruendo una nuova base di fitness.

L’errore di confrontare ogni uscita

Uno dei comportamenti più diffusi consiste nel confrontare continuamente ogni allenamento con quello precedente.

Martedì contro giovedì.

Questa settimana contro la scorsa.

Questo mese contro il precedente.

Il problema è che le condizioni cambiano continuamente.

Sonno.

Stress.

Lavoro.

Temperatura.

Umidità.

Recupero.

Pretendere che ogni uscita sia migliore della precedente è semplicemente irrealistico.

Giugno e luglio possono creare illusioni

In questo periodo dell’anno molti runner credono improvvisamente di essere meno in forma.

Le temperature aumentano.

L’organismo lavora di più per raffreddarsi.

La sudorazione cresce.

La frequenza cardiaca sale.

A parità di condizione fisica, le sensazioni possono sembrare peggiori.

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Eppure il livello di forma può essere identico o addirittura migliore.

Molti corridori scoprono infatti a settembre di correre più velocemente proprio grazie al lavoro accumulato durante l’estate.

La fatica fa parte del miglioramento

Esiste un concetto che molti amatori faticano ad accettare.

Allenarsi bene non significa sentirsi sempre freschi.

Se il programma è ben costruito, ci saranno inevitabilmente periodi di stanchezza controllata.

È normale.

Il corpo riceve uno stimolo.

Accumula fatica.

Si adatta.

Recupera.

Diventa più forte.

Chi interpreta ogni fase di affaticamento come una regressione rischia di interrompere continuamente il processo.

Il cronometro non racconta sempre la verità

Molti runner osservano esclusivamente il passo medio.

È comprensibile.

Ma il progresso può manifestarsi in molti modi diversi.

Per esempio:

  • recupero più rapido;
  • minore affaticamento muscolare;
  • maggiore facilità respiratoria;
  • migliore gestione delle salite;
  • capacità di sostenere ritmi elevati più a lungo.

Questi segnali spesso arrivano prima dei miglioramenti cronometrici.

Alcuni progressi sono invisibili

È probabilmente l’aspetto più interessante.

Molte trasformazioni fisiologiche non producono risultati immediatamente visibili.

Aumento della capacità aerobica.

Migliore utilizzo dei grassi come carburante.

Corsa Alcuni runner migliorano più a luglio che nei tre mesi precedenti… e non sempre corrono di più

Maggiore efficienza cardiovascolare.

Migliore economia di corsa.

Tutti adattamenti che richiedono tempo.

Ma che successivamente permettono salti di qualità molto significativi.

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I runner che migliorano di più hanno una caratteristica comune

Non inseguono conferme quotidiane.

Accettano che esistano giornate negative.

Settimane meno brillanti.

Periodi di stanchezza.

Non modificano continuamente il programma al primo segnale di difficoltà.

Continuano a costruire.

Con pazienza.

Con fiducia.

Con regolarità.

È una qualità molto più importante di quanto si creda.

Attenzione al confronto con gli altri

I social network hanno amplificato un fenomeno già esistente.

Vediamo continuamente allenamenti perfetti.

Record personali.

Tempi straordinari.

Progressi costanti.

Ma osserviamo soltanto una piccola parte della realtà.

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Non vediamo le giornate difficili.

Le sedute negative.

Le settimane complicate.

Confrontare il proprio percorso reale con la versione ideale mostrata dagli altri porta spesso a sottovalutare i propri progressi.

A volte serve semplicemente recuperare

Esiste un’altra situazione molto frequente.

Il runner sta effettivamente migliorando.

Ma è talmente affaticato dall’accumulo di allenamenti da non riuscire a percepirlo.

Poi arriva una settimana più leggera.

Qualche giorno di recupero.

E improvvisamente le sensazioni cambiano.

Le gambe tornano leggere.

I ritmi migliorano.

La corsa diventa fluida.

In quel momento molti scoprono che il lavoro svolto nelle settimane precedenti stava funzionando.

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La progressione reale assomiglia raramente a una linea retta

Molti immaginano il miglioramento come una salita continua.

La realtà è molto diversa.

La progressione assomiglia più a una serie di onde.

Periodi di crescita.

Fasi di stabilizzazione.

Momenti di stanchezza.

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Nuovi miglioramenti.

È un processo naturale.

E comprenderlo aiuta a vivere la corsa con molta più serenità.

La prossima volta che ti sentirai più lento…

Prima di concludere che stai peggiorando, prova a guardare il quadro completo.

Come stai recuperando?

Come sono le temperature?

Come sono stati gli ultimi allenamenti?

Come si sentono davvero il respiro, le gambe e la capacità di sostenere lo sforzo?

Molto spesso scoprirai che non stai affatto regredendo.

Stai semplicemente attraversando una fase normale del percorso.

E, paradossalmente, potrebbe essere proprio quella che precede il tuo prossimo miglioramento.

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