A maggio succede qualcosa che molti runner conoscono bene.
Le temperature diventano finalmente più piacevoli, le uscite iniziano a sembrare meno pesanti e torna quella voglia di spingere un po’ di più in allenamento. Dopo l’inverno o le settimane più tranquille di inizio primavera, tanti corridori ricominciano ad aggiungere intensità.
E quasi sempre il primo riflesso è lo stesso:
- ripetute corte,
- 30/30,
- 200 metri,
- 400 metri,
- lavori molto esplosivi.
Per molti runner il vero allenamento “serio” sembra ancora questo.
Eppure negli ultimi anni ho osservato una realtà molto diversa sul campo.
Tanti corridori amatoriali migliorano molto di più quando smettono di fare solo allenamenti nervosi e iniziano invece a lavorare meglio sulla soglia.
Ed è qui che molti restano sorpresi.
Perché spesso non serve distruggersi con sedute violentissime per correre più forte.
Anzi.
In alcuni casi, il lavoro di soglia permette di migliorare più rapidamente rispetto al classico frazionato corto.
Soprattutto sui 10 km e sulla mezza maratona.
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Perché tanti runner restano bloccati nonostante le ripetute
Molti corridori fanno un errore molto comune.
Pensano che migliorare significhi semplicemente aumentare l’intensità.
Quindi accumulano:
- sedute esplosive,
- recuperi troppo brevi,
- settimane sempre “tirate”,
- poca corsa lenta.
All’inizio spesso funziona anche.
Il corpo reagisce.
Le sensazioni sembrano buone.
I ritmi salgono velocemente.
Corsa Ripetute brevi in salita: la seduta che ridà brillantezza alle gambe senza lasciarti distrutto
Poi però arriva il blocco.
Le gambe diventano pesanti.
La fatica si accumula.
La qualità degli allenamenti cala.
E soprattutto succede una cosa molto frequente:
il runner diventa bravo a fare sforzi molto brevi… ma fatica a mantenere un’allure sostenuta per diversi chilometri.
Ed è proprio lì che il lavoro di soglia cambia completamente il livello.
Cos’è davvero il lavoro di soglia
Molti runner sentono parlare di “soglia” ma non hanno davvero chiaro cosa significhi.
In pratica si tratta di una zona di intensità sostenuta ma controllabile.
Non è jogging.
Non è sprint.
Non è un ritmo massimale.
È un’allure forte che puoi mantenere per diversi minuti senza esplodere completamente.
Respiri intensamente.
Non riesci a parlare normalmente.
Ma resti ancora relativamente sotto controllo.
Ed è una zona estremamente interessante perché assomiglia molto allo sforzo reale che troviamo:
- su un 10 km,
- su una mezza maratona veloce,
- nelle fasi impegnative di una gara lunga.
Il grande vantaggio è che questo tipo di lavoro sviluppa contemporaneamente:
- resistenza veloce,
- economia di corsa,
- gestione della fatica,
- stabilità cardiaca,
- controllo mentale dello sforzo.
Ed è proprio questo che spesso manca ai runner amatoriali.
Perché la soglia spesso funziona meglio delle ripetute corte
Le ripetute brevi migliorano soprattutto:
- velocità,
- esplosività,
- VO2 max,
- capacità di accelerazione.
Sono utili.
Ma non sempre sono la priorità.
Molti runner che restano bloccati tra 50 e 60 minuti sui 10 km, ad esempio, non mancano davvero di velocità pura.
Manca invece la capacità di:
- mantenere il ritmo,
- restare efficienti dopo 20 minuti,
- controllare la respirazione,
- evitare il crollo finale.
E il lavoro di soglia sviluppa proprio queste qualità.
Inoltre ha un altro vantaggio enorme.
Spesso provoca:
- meno fatica nervosa,
- meno stress muscolare,
- recuperi più rapidi,
- settimane più stabili.
Ed è proprio la continuità che fa progredire davvero.
Allenamento n°1 : soglia a blocchi lunghi
Questo è probabilmente uno degli allenamenti più efficaci per costruire un vero livello sui 10 km.
Esempio di seduta
- 20 minuti di riscaldamento facile
- 3 × 8 minuti a ritmo soglia
- recupero 2 minuti jogging lento
- ritorno alla calma
Sulla carta può sembrare meno impressionante rispetto alle classiche ripetute corte.
Ma dopo alcuni minuti la sensazione cambia completamente.
Il corpo deve imparare a:
- stabilizzare il ritmo,
- controllare il respiro,
- restare rilassato,
- gestire la fatica senza rallentare.
Ed è proprio questo il segreto.
La soglia non deve essere corsa “a tutta”.
L’obiettivo è mantenere un’intensità alta ma pulita.
Molti runner fanno l’errore di partire troppo forte nel primo blocco.
Risultato:
- accumulano lattato troppo presto,
- perdono fluidità,
- finiscono la seduta completamente distrutti.
Una buona seduta di soglia deve invece restare controllata dall’inizio alla fine.
Allenamento n°2 : soglia frazionata lunga
Questa versione è spesso più accessibile mentalmente e fisicamente.
Esempio
- 15–20 minuti facili
- 4 × 6 minuti a ritmo soglia
- recupero 2 minuti lenti
Questo tipo di seduta funziona molto bene:
- in ripresa,
- dopo i 40 anni,
- nei periodi di stanchezza,
- per i runner che supportano male le sedute troppo lunghe.
Il recupero intermedio aiuta a:
- controllare meglio il cardio,
- mantenere una tecnica pulita,
- evitare il crollo muscolare.
Ed è spesso qui che tanti runner iniziano finalmente a capire cosa significa davvero “correre al ritmo giusto”.
Perché la soglia insegna soprattutto una cosa fondamentale:
la regolarità.
E nella corsa, la regolarità vale spesso molto più della brutalità.
Il grande errore dei runner troppo “aggressivi”
Molti corridori affrontano ogni allenamento duro come una gara.
Cercano sempre:
- il massimo ritmo,
- il miglior tempo,
- la sofferenza totale.
Ma il problema è che il corpo non progredisce bene nel caos.
Le migliori progressioni arrivano spesso da settimane:
- regolari,
- intelligenti,
- sostenibili.
I runner che migliorano davvero non sono sempre quelli che soffrono di più.
Sono quelli che riescono a:
- accumulare mesi di continuità,
- recuperare bene,
- evitare gli infortuni,
- controllare meglio gli sforzi.
Ed è proprio qui che la soglia diventa estremamente redditizia.
Allenamento n°3 : uscita mista endurance + soglia
Questa è una delle sedute più realistiche per chi prepara una gara.
Esempio
- 20 minuti in endurance fondamentale
- 15 minuti a ritmo soglia
- 10 minuti facili
Questa seduta insegna al corpo qualcosa di molto importante:
passare gradualmente da uno sforzo facile a uno intenso senza perdere controllo.
Ed è esattamente ciò che succede in gara.
Molti runner infatti non esplodono perché manca velocità.
Esplodono perché non sanno gestire la transizione della fatica.
Questa seduta aiuta a:
- controllare meglio il cambio di intensità,
- stabilizzare il cuore,
- migliorare la gestione mentale,
- mantenere la tecnica sotto fatica.
Sulla mezza maratona, questo tipo di allenamento può diventare estremamente efficace.
Perché dopo i 40 anni la soglia diventa ancora più interessante
Con l’età molti runner iniziano a tollerare meno bene:
- lavori molto nervosi,
- recuperi cortissimi,
- sedute esplosive ripetute.
Il corpo recupera più lentamente.
Le articolazioni diventano più sensibili.
La fatica muscolare resta più a lungo.
Ed è qui che il lavoro di soglia spesso cambia tutto.
Perché permette di:
- lavorare forte,
- mantenere qualità,
- limitare i traumi,
- continuare a progredire senza distruggersi.
Molti runner over 40 migliorano moltissimo quando riducono leggermente il lavoro ultra intenso e costruiscono invece una base più stabile attorno alla soglia.
L’endurance fondamentale resta indispensabile
Anche con il lavoro di soglia, la base non cambia.
Tra il 70 e l’80 % del volume deve restare facile.
Questo punto è fondamentale.
La corsa lenta serve a:
- recuperare,
- assimilare gli allenamenti,
- accumulare chilometri,
- stabilizzare il sistema cardiovascolare.
Molti runner aggiungono lavoro di soglia… ma continuano a correre troppo forte anche nei footing.
Ed è spesso lì che iniziano:
- la stanchezza cronica,
- le gambe pesanti,
- la stagnazione.
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Anche postura e stabilità fanno la differenza
Il lavoro di soglia rivela molto rapidamente i difetti tecnici.
Quando arriva la fatica:
- le spalle salgono,
- il bacino perde stabilità,
- la falcata si disorganizza.
Per questo anche pochi minuti di rinforzo possono fare una grande differenza.
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Quando il corpo è più stabile:
- il gesto resta più economico,
- la postura crolla meno,
- l’allure diventa più facile da mantenere.
Quello che vedo nei runner che migliorano davvero
Quasi mai sono quelli che fanno più ripetute degli altri.
Spesso sono invece quelli che:
- allenano meglio la soglia,
- controllano meglio il ritmo,
- recuperano meglio,
- costruiscono settimane intelligenti.
Hanno meno bisogno di dimostrare qualcosa a ogni seduta.
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E nel tempo diventano più solidi.
Più regolari.
Più efficienti.
Quello che bisogna ricordare davvero
Le ripetute restano utili.
Ma per tantissimi runner amatoriali, il lavoro di soglia è ancora troppo sottovalutato.
Eppure spesso è proprio lì che arrivano i veri progressi:
- migliore tenuta del ritmo,
- più controllo,
- meno fatica inutile,
- più continuità,
- migliori sensazioni in gara.
E molti runner scoprono finalmente una cosa importante.
Per correre più forte, non serve sempre correre più violentemente.
Serve soprattutto imparare a correre forte più a lungo.
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