L’ultima settimana di agosto ha sempre un’atmosfera particolare. Le giornate iniziano lentamente ad accorciarsi, l’aria del mattino diventa un po’ più fresca e molti runner tornano a guardare il calendario con un nuovo obiettivo in mente.
Una 10 km a settembre.
Una mezza maratona in autunno.
Oppure semplicemente la voglia di ritrovare il ritmo dopo settimane vissute tra vacanze, caldo intenso, impegni familiari e allenamenti meno regolari.
La domanda arriva quasi sempre nello stesso momento.
“Quale tempo posso davvero puntare?”
La risposta, però, non dipende tanto dal cronometro ottenuto in primavera. Dipende soprattutto da come hai vissuto gli ultimi due mesi.
Due runner con lo stesso personale possono affrontare il rientro in condizioni completamente diverse.
Ed è proprio per questo che fissare un obiettivo realistico rappresenta spesso il primo passo verso una stagione soddisfacente.
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Prima di scegliere un tempo, valuta la tua estate
Molti runner commettono un errore abbastanza comune.
Scelgono l’obiettivo guardando soltanto il proprio record personale.
In realtà il livello attuale è influenzato soprattutto dalla continuità degli ultimi mesi.
Per capire da dove ripartire può essere utile riconoscersi in uno di questi tre profili.
Profilo Estate Obiettivo consigliato Continuità elevata Allenamenti regolari Puntare a migliorare il personale Continuità discreta Qualche pausa ma buona costanza Riprendere gradualmente il livello abituale Continuità bassa Molte interruzioni Ritrovare ritmo e sensazioni prima del cronometro
Nessuno di questi profili è migliore degli altri.
Rappresentano semplicemente punti di partenza differenti.
Profilo 1: sei rimasto costante anche durante l’estate
Non significa aver corso perfettamente.
Magari hai ridotto il chilometraggio, anticipato le uscite al mattino o adattato i ritmi al caldo.
Corsa Si può davvero tornare in forma dopo dieci anni senza fare sport?
Ma non hai mai perso la regolarità.
Questo è probabilmente il gruppo che arriva a settembre nelle condizioni migliori.
Il sistema aerobico è rimasto attivo.
Le gambe hanno continuato a lavorare.
La tecnica di corsa è rimasta naturale.
In questo caso può essere realistico pensare di migliorare il proprio tempo entro poche settimane, soprattutto quando le temperature iniziano finalmente a diventare più favorevoli.
Profilo 2: hai corso, ma senza una vera continuità
È probabilmente la situazione più frequente.
Qualche settimana molto buona.
Poi una vacanza.
Qualche uscita saltata.
Una serie di allenamenti svolti senza una programmazione precisa.
La forma non è scomparsa.
Ha semplicemente perso un po’ di solidità.
Molti runner di questo gruppo cercano subito di recuperare il tempo perduto.
Iniziano settembre aumentando chilometri, intensità e numero di sedute.
È una scelta comprensibile.
Ma raramente è quella più efficace.
Il corpo ha bisogno di ritrovare progressivamente il ritmo degli allenamenti.
Con un po’ di pazienza, spesso bastano tre o quattro settimane per tornare molto vicini al livello della primavera.
Profilo 3: l’estate ha interrotto davvero la preparazione
Ci sono estati in cui correre diventa difficile.
Corsa Questo allenamento alla soglia è oggi uno dei più usati nei piani moderni
Caldo intenso.
Viaggi.
Impegni familiari.
Lavoro.
A volte anche piccoli problemi fisici.
Se negli ultimi due mesi hai corso poco o quasi niente, fissare subito un obiettivo cronometrico rischia di creare soltanto pressione.
Il primo traguardo dovrebbe essere un altro.
Ritrovare il piacere di correre.
Recuperare continuità.
Riabituare muscoli, tendini e sistema cardiovascolare al gesto della corsa.
Il cronometro arriverà più avanti.
Ed è molto più probabile che arrivi nel modo giusto.
Settembre è un mese favorevole, ma non fa miracoli
Molti runner sentono immediatamente la differenza appena le temperature iniziano a diminuire.
Il respiro diventa più regolare.
Le gambe sembrano più leggere.
Anche i ritmi abituali appaiono meno impegnativi.
Questa sensazione è reale.
Ma non significa che la forma sia improvvisamente aumentata.
Significa soprattutto che il corpo può finalmente esprimere meglio il lavoro svolto durante l’estate.
Chi ha mantenuto una buona continuità ne beneficerà subito.
Corsa È davvero l’età a spiegare il calo delle prestazioni o stai cercando il motivo sbagliato?
Chi invece ha interrotto gli allenamenti dovrà prima ricostruire la base.
Come scegliere un obiettivo realistico
Esiste una domanda molto semplice che può aiutarti.
Alla fine delle ultime uscite, come ti senti?
Se chiudi gli allenamenti con ancora un po’ di energia, recuperi rapidamente e hai voglia di correre anche il giorno successivo, probabilmente puoi permetterti un obiettivo più ambizioso.
Se invece ogni uscita lascia una stanchezza che dura diversi giorni, è il momento di rallentare le aspettative.
Un obiettivo realistico è quello che ti motiva senza costringerti ad accelerare la preparazione.
Per ritrovare progressivamente la condizione può essere utile ripartire da una solida base aerobica.
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L’obiettivo migliore è quello che ti permette di crescere
Una volta individuato il tuo profilo, arriva il momento di trasformarlo in un piano concreto.
È qui che molti runner commettono un errore.
Pensano che un obiettivo prudente significhi rinunciare alle ambizioni.
In realtà è vero il contrario.
Un obiettivo realistico permette di allenarsi con serenità, recuperare meglio e costruire una progressione continua.
Un obiettivo troppo ambizioso, invece, porta spesso ad aumentare il ritmo di ogni allenamento, trasformando anche le uscite facili in una continua verifica del cronometro.
Dopo poche settimane, entusiasmo e freschezza lasciano spazio alla fatica.
Non cercare subito il ritmo della primavera
È normale avere voglia di confrontarsi con i tempi ottenuti qualche mese prima.
Ma il corpo segue i propri tempi.
Se durante l’estate hai ridotto il volume o la qualità degli allenamenti, bastano poche settimane di lavoro regolare per ritrovare ottime sensazioni.
Non serve dimostrarlo già alla prima gara.
Anzi, settembre dovrebbe essere il mese in cui ricostruire fiducia.
Corsa Perché la corsa aiuta così tanto a ritrovare il buonumore dopo un periodo difficile?
Ogni allenamento ben assimilato rappresenta un investimento per ottobre e novembre, quando il clima diventa ancora più favorevole e il corpo torna a esprimersi con maggiore facilità.
La qualità torna utile solo se la base è solida
Quando le temperature iniziano a scendere, molti runner sentono immediatamente il desiderio di riprendere le ripetute.
È una buona idea, ma solo se arriva al momento giusto.
Prima bisogna ritrovare continuità.
Poi si possono inserire gradualmente i lavori specifici.
Per questo motivo, le sedute di soglia rappresentano spesso una scelta eccellente nelle prime settimane della ripresa.
Permettono di aumentare il ritmo senza creare uno stress eccessivo e preparano il corpo agli allenamenti più impegnativi.
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L’obiettivo non è correre subito al massimo.
È creare le condizioni per poterlo fare tra qualche settimana.
Osserva i progressi, non solo il cronometro
Il miglioramento non compare sempre sotto forma di un nuovo record personale.
A volte si manifesta in modi molto più discreti.
Magari recuperi prima dopo un allenamento.
Oppure riesci a parlare durante un ritmo che fino a poco tempo fa ti metteva in difficoltà.
Forse concludi il lungo con gambe ancora brillanti oppure affronti una salita con maggiore naturalezza.
Sono tutti segnali che indicano una crescita reale.
Il cronometro arriverà come conseguenza.
Chi si concentra esclusivamente sul tempo finale rischia di non accorgersi dei tanti progressi costruiti lungo il percorso.
Settembre non è una gara contro il tempo
Ogni anno migliaia di runner iniziano l’autunno con la stessa convinzione: bisogna recuperare quello che non si è fatto in estate.
È un pensiero comprensibile.
Corsa Il tuo miglior tempo rappresenta davvero il tuo livello attuale?
Ma la corsa raramente premia la fretta.
Premia la regolarità.
Tre o quattro settimane di allenamento ben organizzato valgono molto più di una partenza esplosiva seguita da stanchezza o piccoli infortuni.
Chi riprende con equilibrio arriva spesso a ottobre nella migliore condizione dell’anno.
Chi vuole recuperare tutto in pochi giorni, invece, rischia di rallentare proprio quando dovrebbe accelerare.
Il cronometro giusto è quello che rispecchia la tua realtà
Ogni runner affronta l’estate in modo diverso.
C’è chi riesce a mantenere quasi intatta la preparazione.
Chi si allena con meno continuità ma resta comunque attivo.
E chi, per motivi di lavoro, famiglia o vacanze, deve praticamente ricominciare.
Non esiste un giudizio.
Esiste soltanto il punto da cui ripartire.
Accettarlo significa costruire una stagione più intelligente.
E, spesso, anche più veloce.
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La vera domanda non è quale tempo sognavi a giugno.
È quale obiettivo ti permetterà di arrivare a ottobre più forte, più fiducioso e con la voglia di continuare a migliorare.








