È una delle frustrazioni più comuni dell’estate.
L’orologio segnala un ritmo più lento rispetto a maggio. Una salita che qualche settimana prima sembrava facile ora richiede più energia. La frequenza cardiaca sale più rapidamente e le gambe appaiono meno brillanti.
Molti runner osservano questi segnali e arrivano immediatamente alla stessa conclusione:
“Sto perdendo la forma.”
Eppure, molto spesso, ciò che sta accadendo è esattamente il contrario.
Luglio e agosto rappresentano uno dei periodi in cui il cronometro può diventare particolarmente ingannevole. Le prestazioni apparenti peggiorano, ma gli adattamenti fisiologici continuano a svilupparsi.
In altre parole, si può migliorare anche quando si corre più lentamente.
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Il caldo cambia le regole del gioco
Molti runner valutano la propria condizione confrontando il ritmo attuale con quello ottenuto nei mesi precedenti.
Il problema è che l’estate modifica profondamente il modo in cui il corpo lavora.
Quando la temperatura aumenta, l’organismo deve svolgere un compito aggiuntivo: disperdere il calore.
Corsa Perché alcune persone ritrovano un’energia che pensavano di aver perso da anni?
Una parte delle risorse che normalmente sarebbero dedicate esclusivamente alla corsa viene utilizzata per raffreddare il corpo.
Di conseguenza:
- la frequenza cardiaca tende a salire;
- il ritmo diminuisce;
- la percezione dello sforzo aumenta;
- il recupero può richiedere più tempo.
Questo non significa automaticamente che la forma fisica stia peggiorando.
Lo stesso runner può sembrare meno allenato senza esserlo
Osserviamo un esempio realistico.
Condizioni Ritmo corsa facile Sensazione percepita Primavera 18°C 5’45″/km Molto confortevole Estate 31°C 6’05″/km Simile alla primavera Estate 34°C 6’15″/km Moderatamente impegnativa
Guardando soltanto il cronometro sembrerebbe esserci stato un peggioramento.
Osservando lo sforzo reale, invece, la situazione appare completamente diversa.
Il corpo sta lavorando in condizioni più difficili.
I miglioramenti fisiologici non spariscono con il caldo
Molti adattamenti prodotti dall’allenamento continuano a svilupparsi anche quando il ritmo rallenta.
Ad esempio:
- la capacità aerobica migliora;
- il cuore diventa più efficiente;
- la resistenza aumenta;
- la muscolatura si adatta al carico;
- l’organismo impara a gestire meglio la fatica.
Questi progressi non sempre sono immediatamente visibili nei tempi sul chilometro.
Spesso emergono soltanto quando le temperature tornano più favorevoli.
È uno dei motivi per cui molti runner registrano miglioramenti sorprendenti tra settembre e ottobre.
La trappola del confronto continuo
Uno degli errori più frequenti consiste nel confrontare ogni allenamento estivo con quelli svolti in primavera.
Questo approccio genera spesso frustrazione inutile.
Il runner vede un ritmo peggiore.
Corsa Questo allenamento di fondo lento è spesso il più trascurato… ma può cambiare molte cose
Cerca di compensare.
Spinge più del necessario.
Accumula fatica.
Finisce per compromettere la qualità degli allenamenti.
Chi progredisce meglio adotta invece una prospettiva diversa.
Accetta che il caldo modifichi temporaneamente alcuni numeri.
E continua a lavorare con pazienza.
Esistono indicatori molto più interessanti del ritmo
Durante l’estate alcuni parametri diventano particolarmente utili.
Ad esempio:
- la regolarità degli allenamenti;
- la qualità del recupero;
- la frequenza cardiaca nelle uscite facili;
- la percezione dello sforzo;
- la capacità di recuperare tra una seduta e l’altra.
Questi indicatori raccontano spesso molto di più rispetto al semplice tempo impiegato per completare un chilometro.
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Il corpo sta imparando a gestire lo stress termico
Un aspetto spesso sottovalutato riguarda proprio l’adattamento al caldo.
Con il passare delle settimane l’organismo diventa più efficiente.
Migliora la termoregolazione.
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La sudorazione si ottimizza.
Il sistema cardiovascolare si adatta.
La tolleranza alle alte temperature aumenta.
Questi cambiamenti rappresentano veri progressi fisiologici.
Anche se il cronometro non li mostra immediatamente.
Le sensazioni raccontano spesso una storia diversa
Molti runner si accorgono di qualcosa di interessante.
Pur correndo più lentamente, iniziano a sentirsi più forti.
Le uscite lunghe diventano più gestibili.
La respirazione appare più controllata.
La fiducia aumenta.
La capacità di sostenere il volume di allenamento migliora.
Sono segnali che indicano una crescita reale.
Semplicemente non si esprimono ancora attraverso il ritmo.
Perché settembre sorprende così tanti runner
Ogni anno accade la stessa cosa.
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Dopo settimane passate a correre con il caldo, arrivano le prime giornate più fresche.
Improvvisamente il ritmo migliora.
La frequenza cardiaca diminuisce.
Le sensazioni diventano più leggere.
Molti pensano di aver ritrovato la forma.
In realtà, molto spesso, quella forma non era mai sparita.
Era semplicemente nascosta dagli effetti del caldo.
I miglioramenti costruiti durante l’estate diventano finalmente visibili.
Chi migliora davvero accetta di rallentare
I runner che progrediscono con maggiore continuità raramente combattono contro il caldo.
Lo accettano.
Adattano il ritmo.
Ascoltano le sensazioni.
Continuano a costruire il lavoro aerobico senza inseguire numeri impossibili.
È un approccio meno spettacolare.
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L’estate insegna una lezione importante: la progressione non si misura sempre con il cronometro.
A volte il corpo sta migliorando proprio nei momenti in cui sembra andare più piano.
Ed è spesso questa pazienza a fare la differenza quando arrivano le condizioni ideali per raccogliere i frutti del lavoro svolto.









