Alcuni runner sopportano il caldo molto meglio di altri: la differenza inizia spesso prima dell’estate

Due runner partono insieme alle sette del mattino.

Stesso percorso.

Stessa distanza.

Stessa temperatura.

Dopo pochi chilometri, però, le sensazioni sono completamente diverse.

Uno si sente già affaticato. Il ritmo rallenta, il respiro si fa più pesante e le gambe sembrano svuotarsi rapidamente.

L’altro corre con relativa facilità. Certo, percepisce il caldo, ma riesce a gestirlo senza grandi difficoltà.

Molti pensano che sia una questione di fortuna o di genetica.

In realtà la differenza nasce spesso molto prima dell’arrivo delle alte temperature.

È il risultato di una serie di adattamenti e abitudini che il corpo costruisce progressivamente.

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Come reagiscono i runner al caldo

Le differenze possono essere sorprendenti.

Ecco un esempio molto comune osservato durante l’estate.

ProfiloTemperatura 30°CSensazioni dopo 45 minuti
PrincipianteMolta faticaRitmo in forte calo
Runner regolareFatica moderataPrestazione abbastanza stabile
Runner ben acclimatatoFatica gestibileBuon controllo dello sforzo
Runner espertoFatica presente ma sotto controlloOttima gestione

La differenza non dipende soltanto dalla forma fisica generale.

Entrano in gioco meccanismi molto specifici.

Il corpo può imparare a gestire il caldo

Una delle capacità più straordinarie dell’organismo è l’adattamento.

Quando una persona si allena regolarmente durante la primavera e l’inizio dell’estate, il corpo inizia progressivamente a prepararsi.

Questo processo viene chiamato acclimatazione.

Non avviene in un giorno.

Richiede generalmente una o due settimane di esposizione graduale alle temperature elevate.

Chi evita completamente il caldo fino a luglio spesso si trova improvvisamente in difficoltà.

Chi invece affronta gradualmente condizioni sempre più calde arriva preparato.

Il cuore lavora in modo diverso

Durante la corsa estiva il sistema cardiovascolare svolge un doppio compito.

Deve:

  • trasportare ossigeno ai muscoli;
  • aiutare il corpo a dissipare il calore.

Per questo motivo la frequenza cardiaca tende ad aumentare.

Molti runner si spaventano vedendo valori più alti del solito.

Corsa Correre 45 minuti o un’ora ad agosto: quale durata fa migliorare davvero di più?

In realtà è spesso una risposta normale.

I runner meglio acclimatati riescono generalmente a limitare questo aumento grazie agli adattamenti costruiti nelle settimane precedenti.

Anche la sudorazione cambia

Una delle differenze meno visibili riguarda il sudore.

Chi è ben adattato al caldo spesso:

  • inizia a sudare prima;
  • disperde il calore in modo più efficace;
  • mantiene una temperatura corporea più stabile.

Può sembrare un dettaglio.

In realtà rappresenta uno dei principali meccanismi che consentono di continuare a correre in condizioni difficili.

L’allenamento aerobico fa una grande differenza

Esiste un motivo per cui i runner con una buona base aerobica sopportano spesso meglio il caldo.

Il loro organismo lavora con maggiore efficienza.

A parità di velocità:

  • consumano meno energia;
  • producono meno stress;
  • accumulano meno fatica.

Ecco perché l’endurance fondamentale continua a essere una delle qualità più preziose anche in estate.

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Il ruolo dell’idratazione

Quando si parla di caldo, molti pensano immediatamente all’acqua.

È corretto, ma la questione è leggermente più complessa.

I runner che gestiscono meglio le alte temperature raramente iniziano a bere soltanto durante la corsa.

Corsa Questa tabella mostra perché due runner della stessa età possono avere 15 minuti di differenza in maratona

Curano l’idratazione durante l’intera giornata.

Arrivano all’allenamento già ben idratati.

Questo permette al corpo di affrontare meglio lo stress termico.

Il sonno conta più di quanto si immagini

Le notti estive possono essere complicate.

Temperature elevate.

Sonno frammentato.

Recupero meno efficace.

Molti runner sottovalutano questo aspetto.

Eppure due persone con lo stesso livello atletico possono reagire in modo molto diverso al caldo semplicemente per la qualità del recupero accumulato nei giorni precedenti.

I runner più resistenti non sono sempre i più forti

Questa è una delle osservazioni più interessanti.

A volte il runner che soffre meno il caldo non è necessariamente il più veloce.

Spesso è quello che gestisce meglio:

  • intensità;
  • recupero;
  • alimentazione;
  • idratazione;
  • continuità degli allenamenti.

La tolleranza alle alte temperature nasce molto più dall’equilibrio che dall’aggressività.

L’errore più comune di luglio

Molti runner continuano a utilizzare gli stessi riferimenti della primavera.

Corsa Perché una semplice corsa rilassa a volte più di un’intera giornata di riposo?

Provano a mantenere identici ritmi e identiche prestazioni.

Quando non ci riescono pensano di essere peggiorati.

In realtà il corpo sta semplicemente affrontando condizioni molto diverse.

Chi sopporta meglio il caldo accetta questa realtà.

Adatta il ritmo.

Ascolta le sensazioni.

Controlla maggiormente lo sforzo.

L’adattamento si costruisce giorno dopo giorno

La tolleranza al caldo non arriva improvvisamente.

Nasce dall’accumulo di piccole abitudini.

AbitudineBeneficio
Allenarsi con continuitàMigliore adattamento cardiovascolare
Curare l’idratazioneMinore stress termico
Dormire beneRecupero più efficace
Gestire il ritmoMinore accumulo di fatica
Costruire una buona base aerobicaMigliore efficienza generale

Nessuno di questi elementi è spettacolare.

Ma insieme producono differenze enormi.

Perché alcuni sembrano soffrire meno

Quando osserviamo runner che affrontano bene le giornate più calde, spesso vediamo soltanto il risultato finale.

Non vediamo le settimane precedenti.

Non vediamo la regolarità degli allenamenti.

Non vediamo il recupero.

Corsa Dopo i 45 anni bisogna ancora correre tutti gli allenamenti allo stesso ritmo?

Non vediamo l’adattamento costruito gradualmente.

Eppure è proprio lì che nasce gran parte della differenza.

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Alla fine, chi sopporta meglio il caldo non è necessariamente nato con un vantaggio speciale.

Molto spesso ha semplicemente preparato il proprio corpo prima che l’estate arrivasse davvero.

E quando le temperature iniziano a salire, raccoglie i benefici di quel lavoro invisibile costruito settimana dopo settimana.

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