A fine settembre molti runner vivono una sensazione particolare.
La voglia di correre è tornata.
Le temperature sono finalmente più favorevoli rispetto alle settimane estive.
Le gambe iniziano a rispondere meglio.
Ma allo stesso tempo rimane una certa sensazione di pesantezza.
Dopo mesi in cui il caldo, le vacanze o una routine meno regolare hanno modificato gli allenamenti, non sempre è facile ritrovare subito brillantezza.
Molti pensano che per recuperare velocità servano sedute dure, lunghi impegnativi o lavori molto intensi.
In realtà, proprio in questo periodo dell’anno, può essere più efficace una strategia diversa.
Una seduta breve, controllata e ben inserita nella settimana può riattivare la velocità senza aggiungere stress inutile.
Non serve arrivare stanchi per migliorare.
A volte serve semplicemente ricordare al corpo come correre in modo più rapido e naturale.
👉 Scarica gratis l’ebook di RegiVia e ritrova il tuo peso ideale passo dopo passo
👉 Scopri tutti i miei programmi di running, dal principiante alla maratona
👉 Scopri tutte le mie sessioni di corsa (lavoro specifico)
Perché a volte la velocità sembra sparire dopo l’estate
Durante i mesi più caldi è normale modificare il modo di allenarsi.
Si corre più lentamente.
Si evitano gli orari più difficili.
Le sedute intense diminuiscono.
Anche runner molto regolari possono arrivare a settembre con una buona resistenza generale ma con meno brillantezza.
Il motore funziona ancora.
Ma la parte “veloce” del gesto deve essere riattivata.
Corsa Perché si dorme così bene nei giorni in cui si corre?
La sensazione tipica è questa:
“Riesco a correre per un’ora, ma quando provo ad accelerare mi sento pesante.”
Non significa aver perso la forma.
Significa semplicemente che il corpo si è adattato a un altro tipo di lavoro.
La velocità non si recupera sempre aumentando la fatica
Uno degli errori più frequenti quando si torna ad allenarsi dopo un periodo meno regolare è cercare immediatamente la soluzione più impegnativa.
Più ripetute.
Più chilometri.
Più intensità.
Ma la velocità è anche una questione di coordinazione e di economia di corsa.
Per correre più rapidamente non serve soltanto avere più forza.
Serve anche riuscire a muovere le gambe in modo efficace, mantenere una buona postura e migliorare la capacità del sistema nervoso di gestire ritmi più elevati.
Ed è proprio questo che una breve seduta di velocità controllata può stimolare.
Il principio: poco tempo, grande qualità
Una delle strategie più interessanti in questo periodo è il lavoro di velocità breve, come piccoli intervalli controllati o blocchi 30/30 leggeri.
L’obiettivo non è andare al massimo.
Non è una gara contro il cronometro.
È semplicemente alternare brevi fasi più rapide con recuperi sufficienti per mantenere una corsa fluida.
Per esempio:
Livello Esempio di seduta Ripresa 6-8 × 30 secondi veloci / 30 secondi facili Amatore regolare 10-12 × 30 secondi veloci / 30 secondi facili Runner esperto 12-15 × 30 secondi con ritmo controllato
Il ritmo deve rimanere gestibile.
La sensazione finale dovrebbe essere quella di aver “risvegliato” la velocità, non di aver affrontato un allenamento massacrante.
Perché il 30/30 può essere utile
Il formato 30 secondi veloci e 30 secondi di recupero è interessante perché permette di lavorare sulla rapidità senza accumulare una quantità eccessiva di fatica.
Durante gli intervalli più brevi:
- la tecnica rimane più facilmente corretta;
- il gesto resta elastico;
- la frequenza dei passi aumenta naturalmente;
- il corpo impara a cambiare ritmo.
Per molti runner amatoriali adulti è un compromesso efficace.
Permette di inserire qualità anche quando il tempo disponibile è limitato o quando non si vuole sovraccaricare il fisico.
Corsa Perché così tante persone finiscono per amare la corsa dopo averla odiata all’inizio?
La differenza tra velocità utile e velocità fine a sé stessa
Un errore comune è pensare che una seduta veloce debba sempre essere molto intensa.
Ma la velocità utile per un runner amatoriale non è necessariamente quella del massimo sforzo.
È quella che migliora la capacità di correre meglio.
Una buona seduta di richiamo dovrebbe lasciare alcune sensazioni precise:
- gambe più reattive;
- maggiore facilità nel cambio di ritmo;
- sensazione di corsa più leggera;
- recupero rapido nelle ore successive.
Se invece lascia stanchezza per diversi giorni, probabilmente l’intensità era troppo elevata.
Settembre e ottobre: il momento ideale per riattivare il ritmo
L’inizio dell’autunno è un periodo molto interessante per lavorare sulla velocità.
Il clima aiuta.
Il corpo recupera meglio rispetto alle settimane più calde.
Molti runner hanno nuovi obiettivi davanti: una 10 km, una mezza maratona o semplicemente il desiderio di migliorare le proprie sensazioni.
Ma proprio perché arriviamo da un periodo particolare, serve equilibrio.
Una seduta breve può essere più efficace di un allenamento lungo e faticoso.
Perché lascia spazio agli altri elementi fondamentali della preparazione: continuità, recupero e costruzione progressiva.
👉 Scopri tutte le mie sessioni di VMA e velocità
La velocità non torna perché si forza il corpo.
Torna quando gli si ricorda gradualmente come esprimersi.
Come inserire questa seduta senza compromettere gli altri allenamenti
Uno dei vantaggi principali di una seduta breve di velocità è proprio la sua facilità di integrazione.
Non deve diventare il centro della settimana.
Deve essere un richiamo.
Per molti runner amatoriali può essere sufficiente inserirla una volta ogni sette o dieci giorni, soprattutto durante una fase di ripresa o di costruzione verso un obiettivo autunnale.
Un esempio di settimana equilibrata potrebbe essere:
- una seduta breve di velocità o 30/30 leggero;
- una o due corse facili in endurance;
- un’uscita più lunga nel fine settimana;
- eventualmente un lavoro specifico legato all’obiettivo della stagione.
La velocità funziona meglio quando arriva su un corpo che recupera bene.
Non quando si aggiunge sopra una quantità già elevata di fatica.
Corsa Perché così tante persone rimandano la prima corsa per anni?
La tecnica conta più del ritmo assoluto
Quando si parla di velocità, molti guardano immediatamente il passo al chilometro.
Ma nelle sedute brevi l’obiettivo principale non dovrebbe essere inseguire un numero.
Dovrebbe essere migliorare la qualità del movimento.
Una buona accelerazione deve essere naturale.
Il busto rimane stabile.
Il piede appoggia rapidamente.
Le braccia accompagnano il gesto senza tensione.
Il runner deve avere la sensazione di correre più veloce con meno spreco di energia.
È proprio questa efficienza che poi può trasferirsi alle gare.
Un atleta che migliora la propria economia di corsa può mantenere più facilmente il ritmo anche quando la fatica aumenta.
Il rischio: trasformare una seduta leggera in una gara
Il formato 30/30 è semplice da capire, ma può essere interpretato male.
Molti runner partono troppo forte nei primi intervalli.
All’inizio le sensazioni sono ottime.
Le gambe sembrano fresche.
Il ritmo sembra facile.
Poi, dopo alcuni minuti, la tecnica peggiora e la seduta diventa molto più dura del previsto.
Il segreto è la regolarità.
Tutti gli intervalli dovrebbero avere una qualità simile.
Meglio correre gli ultimi blocchi con la stessa brillantezza dei primi piuttosto che chiudere completamente esausti.
La seduta migliore è quella che lascia ancora voglia di correre.
Dopo i 40 anni la gestione diventa ancora più importante
Molti runner adulti hanno un buon livello di esperienza.
Sanno allenarsi con costanza.
Corsa I nuovi runner che riescono a correre tutto l’anno iniziano spesso proprio così
Conoscono il proprio corpo.
Ma spesso commettono un errore: pensano di dover allenare la velocità nello stesso modo di quando erano più giovani.
Con il passare degli anni non è necessario eliminare gli stimoli rapidi.
Anzi, mantenerli può essere molto utile.
Ma diventa fondamentale controllare il recupero.
Una breve seduta di qualità può essere più produttiva di un allenamento molto intenso che richiede diversi giorni per essere assimilato.
La differenza non la fa la durezza dell’allenamento.
La fa la capacità di ripeterlo nel tempo.
Questa seduta può essere utile anche prima di una gara
Quando ci si avvicina a ottobre, molti runner iniziano a preparare gare sui 5 km, 10 km o mezze maratone.
Una breve seduta di velocità può avere un ruolo interessante anche nella fase finale della preparazione.
Non serve per creare una nuova condizione fisica in pochi giorni.
Serve per mantenere brillantezza.
Permette di arrivare alla partenza con la sensazione di avere gambe attive e reattive.
Nelle settimane prima di una gara, infatti, spesso il rischio è allenarsi troppo e perdere freschezza.
Un piccolo richiamo veloce può aiutare a conservare il ritmo senza accumulare stanchezza.
La velocità torna con la continuità
Molti runner aspettano il momento perfetto per riprendere a correre forte.
Aspettano di perdere qualche chilo.
Aspettano di avere più tempo.
Aspettano di sentirsi completamente in forma.
Ma spesso il miglioramento nasce da piccoli stimoli inseriti con regolarità.
Una seduta breve può sembrare poco importante.
Non aumenta enormemente il chilometraggio.
Corsa Test sui 3 km, sui 5 km o allenamento alla soglia: quale prevede meglio il tuo prossimo 10 km?
Non lascia la sensazione di aver compiuto un’impresa.
Eppure può cambiare il modo in cui il corpo percepisce la corsa.
Le gambe diventano più reattive.
Il ritmo torna più naturale.
La fiducia cresce.
La vera domanda non è quanto forte correre, ma quanto bene recuperare
Quando si cerca di migliorare la velocità, il pensiero più comune è:
“Devo spingere di più.”
Spesso la domanda migliore è un’altra:
“Riesco a recuperare abbastanza per trasformare questo allenamento in un miglioramento?”
La corsa è un equilibrio tra stimolo e adattamento.
La seduta breve funziona proprio perché offre uno stimolo preciso senza creare un costo eccessivo.
È un piccolo investimento che può dare grandi risultati nel tempo.
👉 Scopri tutti i miei programmi di running, dal principiante alla maratona
👉 Scopri tutte le mie sessioni di corsa (lavoro specifico)
👉 Scarica gratis l’ebook di RegiVia e ritrova il tuo peso ideale passo dopo passo
Prima di ottobre non sempre serve aggiungere più fatica.
A volte basta ritrovare una qualità che l’estate aveva messo in secondo piano.
Una seduta breve, fatta bene, può essere sufficiente per ricordare al corpo una sensazione fondamentale: quella di correre veloce con naturalezza.








